 |
VENEZIA E LA LAGUNA VENETA
|
 |
|
Accessi della laguna veneta
Porto di Piave Vecchia
Porto Lido di Venezia
Porto di Malamocco
Porto di Chioggia
Porto di Brondolo
Foce dell'Adige - Porto Fossone
|
|
VENEZIA
L’impatto mediatico di Venezia è tale che spontaneamente si tende a porre la città in un primo piano così ravvicinato da
perdere la vista su gran parte del suo territorio.
Ovvero, si dice Venezia e dal campanile di San Marco tutt’al più
allarghiamo lo sguardo fino al Lido per la Biennale del Cinema, a Murano per il vetro, a Burano per i merletti, proprio i più
diligenti fino a Torcello per i mosaici di Santa Fosca. Invece Venezia ha fior di una provincia, sotto tutti i punti di vista.
Lasciato
alle spalle il Delta del Po, si esordisce con Chioggia, città lagunare straordinaria per scenari e spirito popolare, nonché per una
cucina di pesce tanto semplice quanto efficace… sarde in saor e seppioline, vongole e cozze, grigliate e fritture.
Poi si passa
in rassegna la Riviera del Brenta, antico palcoscenico della villeggiatura, che appare così come Goldoni l’ha descritta nelle sue
commedie. Sfila davanti agli occhi anche l’isola di Pellestrina e San Piero in Volta, tra mare e laguna, dove si va per trattorie o
per prendere il sole sui Murazzi.
Poi ci sono l’isola di Sant’Erasmo e le Vignole, con gli orti e i frutteti di laguna, e il Cavallino,
con le sue spiagge sterminate, che guidano lo sguardo verso le luci del Lido di Jesolo. Ci sono luoghi fuori dal mondo come
Portegrandi, dove un’antica conca fluviale mantiene vivo il
ricordo dei barcaioli del Sile.
E ancora, Caorle, pittoresca città
di pescatori, sullo sfondo di pinete e frastagliate lagune, come
nei romanzi di Hemingway.
All’interno, ecco Portogruaro,
capoluogo del Basso Piave, l’antico vigneto dei dogi, ancor
oggi foriero di vini eccellenti.
Infine, la mondana Bibione,
dove si vive in spiaggia lasciandosi andare ai riti spensierati
delle vacanze e al piacere delle terme. Una cosa è certa: ogni
località che ha titolo di dirsi veneziana vive di tradizione e
modernità, di orgoglio e scanzonata simpatia, di marineria
classica e tecnologie avanzate.
NAVIGABILITA'
La particolarità della direzione delle correnti dell’Adriatico Settentrionale, che lambiscono la costa slava da sud a nord
e quella italiana da nord a sud in un movimento circolare antiorario,
ha consentito, con la complicità dell’apporto di sedimenti
da parte dei numerosi fiumi alpini e di risorgiva che
si riversano nel lato occidentale, la formazione di una specie
di grande ed articolato estuario che, nell’antichità, andava da
Ravenna, capitale dell’esarcato bizantino, fino ad Aquileia:
la “Septem Maria” richiamata dagli storici greco-romani.
Detto ciò dobbiamo far rimarcare al nostro lettore-navigatore
la peculiarità che ancor oggi contraddistingue questa costa,
in particolare quella veneta, consistente nella conseguente
presenza di una rete idroviaria litoranea parallela alla costa
stessa e in collegamento con i vari fiumi che, in questo modo,
danno origine ai porti di accesso, a differenza quindi di
quasi tutte le altre realtà esistenti nei mari.
Da sud a nord troveremo quindi: porto Fossone alla foce dell’Adige
- porto di Brondolo alla foce del Brenta e del Bacchiglione
- porto di Chioggia, Malamocco e Lido (Venezia) quale sbocco della grande laguna
formata in origine proprio dal Brenta,
dal Sile e dal Piave - porto di Piave Vecchia (Jesolo) alla foce attuale del Sile - porto di
Cortellazzo alla foce attuale del Piave -porto
di Santa Margherita (Caorle) alla foce
del Livenza - porto Falconera alla foce del
Lemene e del Largon e porto Baseleghe (Bibione)
alla foce del canale dei Lovi, scolmatore
del Tagliamento.
Di questi numerosi “accessi” alla rete fluviale
ed idroviaria interna i più importanti,
quelli realmente “ogni tempo”, in quanto
difesi da dighe, muniti di fari e alle spalle dei
quali esistono di conseguenza le infrastrutture e le organizzazioni
nautiche più organizzate sono i porti di Chioggia, Malamocco,
Lido, Piave Vecchia e Santa Margherita di Caorle.
Degli altri daremo soltanto una rapida e concisa descrizione consigliando il loro ingresso o l’uscita solamente in buone
condizioni meteomarine tenendo in debito conto la possibile
presenza di secche e di bassi fondali, facendo quindi attenzione
agli eventuali segnali: briccole o gavitelli posizionati
per segnalare il percorso più sicuro.
|