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Rovigo è la più meridionale tra le province venete: proprio lungo il Po corre il confine regionale, dapprima per un
breve tratto con la Lombardia, rappresentata da Mantova, e quindi con l’Emilia-Romagna, rappresentata da
Ferrara. Rovigo dista una cinquantina di chilometri dagli approdi adriatici e dunque rientra di diritto nel loro raggio
d’interesse turistico. Raggiungere il capoluogo è agevole ed è giustificato da più motivi: gli appassionati d’arte, per
esempio, troveranno interessante la visita di Palazzo dell’Accademia dei Concordi, sede di un’importante pinacoteca.
Allargando lo sguardo, si può dire lo stesso dei centri del Polesine interno, come Badia Polesine, Lendinara e Fratta
Polesine, che spiccano nello scenario della Bassa Padana, punteggiata da antiche residenze veneziane. Per il diportista
nautico, tuttavia, l’attrattiva maggiore è offerta dal Parco Regionale del Delta del Po, che Comprende i nove comuni più
orientali, da Adria a Porto Tolle. Qui la natura è protagonista assoluta e offre scenari d’inimmaginabile suggestione. Il
fiume si dirama a ventaglio in sei rami formando un’infinità di specchi d’acqua, che prendono nomi diversi - valli,
lagune, sacche - a seconda del loro rapporto con il mare. E lo stesso dicasi, a seconda della loro stabilità, delle terre
emerse: barene, isole, scanni… difficile definirle a parole, talmente dinamica è la loro realtà. Il Delta è il regno degli
uccelli acquatici: se ne contano 350 specie, dagli aironi ai fenicotteri, che sentono di essere i padroni di casa e si
comportano con estrema confidenza. Si esplora il territorio in auto o su due ruote, lungo argini e strade bianche, ma il
mezzo principe resta la barca, che consente di guadagnare punti d’osservazione assolutamente privilegiati. Gli approdi
sono numerosi e bene attrezzati, non ultimo sul fronte gastronomico: il primo pensiero spetta ai molluschi - vongole e
cozze - che sono la ricchezza del luogo, ma senza dimenticare il pesce di valle e quanto giunge dall’Adriatico.
Indimenticabili, certi risotti alla marinara. Da ultimo, uno sguardo oltre confine, solo per dire che c’è altrettanto da
scoprire: scendendo lungo la Romea, si trovano il Gran Bosco della Mesola, l’Abbazia di Pomposa e le Valli di
Comacchio; risalendo il Po di Volano si raggiunge Ferrara, la città degli Estensi e della salama da sugo.
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La storia del Delta del Po inizia circa 5500 anni fa, quando
la linea di costa si estendeva lungo i cordoni di dune
sabbiose tra Chioggia e Ravenna (circa 20 km da quella attuale),
poi il trasporto da parte del fiume di materiale solido
verso il mare ha fatto si che il Delta si spingesse sempre
più verso est.
A seguito di due secoli di interventi ad opera
dell’uomo la maggior parte
delle zone umide più interne è stata bonificata, riducendone
così l’estensione agli
attuali 25.000 ettari.
Il “delta” è la foce di un fiume
che sfocia in mare con nu-merosi
rami, intervallati da
terre emerse e specchi d’acqua
ferma che si mescolano
in continua evoluzione e trasformazione,
dove navigare a
moto lento ci fa sentire quel
senso di gioia e di grandezza
che la frenesia di tutti i giorni
purtroppo ci ha tolto.
Navigare il Delta è cosa abbastanza
facile, esistono infatti
i segnali di navigazione
posti sulle sponde o in acqua
che indicano il percorso più sicuro
da seguire.
La navigazione nelle lagune invece presenta alcune difficoltà,
quindi il consiglio è quello di appoggiarsi a diportisti del posto
per una navigazione più tranquilla (considerando che i punti
di riferimento per trovare il fondale spesso sono costituiti
da un semplice paletto infisso nell’acqua) o più semplicemente
di stare a circa 30 mt. da quella lingua di sabbia…
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