SACCA DI SCARDOVARI
Informazioni

Coordinate: 44° 49' 24'' N 12° 28' 32'' E
Fari e fanali: No
Profondità d'accesso: Mediamente 1 mt.
Fondale: Fangoso.
Note: Accesso segnalato con paletti, procedere molto cautamente, in dislocamento e se fosse possibile farsi accompagnare da persona del luogo.
Capitaneria: Guardia Costiera-Locamare di Goro, Via del Puisaro 13, Goro, Tel. 0533996449
Soccorso in mare: Tel. 1530


Porti, darsene, marine e approdi:

Attracco Turistico Marina 70

La sacca di Scardovari è un vasto specchio d’acqua compreso tra le foci del Po di Gnocca e del Po delle Tolle, una sorta di laguna individuata dalla formazione di una lingua di sabbia tra l’isola della Donzella e il mare (il termine ‘sacca’ si riferisce proprio al progressivo restringimento della bocca d’accesso). Questo ambiente di transizione, ben protetto dalle mareggiate, si è rivelato un habitat ideale per molluschi come cozze e vongole, che negli ultimi decenni hanno trovato proprio qui uno dei luoghi di più intenso allevamento. Percorrendo la strada che borda la sacca (in larga parte carrozzabile e per il resto ciclabile) si possono osservare da vicino le varie fasi dell’acquacoltura e fissare in fotografia l’immagine surreale degli allevatori che ‘camminano’ sull’acqua. Lo scenario opposto è quello delle terre di bonifica, punteggiato dai ruderi dei casoni, interrotto qua è là da residue zone umide, come il Biotopo Val Bonello e l’Oasi Wwf di Ca’ Mello (torre di avvistamento); strada facendo si incontra il cippo posto a ricordo dell’alluvione del 1966, che sconvolse il Polesine e le lagune venete. Sul bordo orientale della sacca si visitano Scardovari e Bonelli, caratteristici villaggi di pescatori, con case colorate dai camini a dado. All’interno dell’isola della Donzella si trova invece la frazione di Ca’ Mello, dove si può vedere l’idrovora che contribuisce all’equilibrio idrico della zona. Nei pressi, un’aviosuperficie frequentata dagli appassionati dei velivoli ultraleggeri.

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